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Apertura della Successione: Quando Si Apre, Dove e Cosa Succede

Molte famiglie pensano che la successione "inizi" quando si va dal notaio, o quando si presenta qualcosa all'Agenzia delle Entrate, o quando si fa la prima riunione tra eredi. In realtà la successione si apre nel momento esatto in cui la persona muore. Non un'ora dopo. Non quando viene registrata la morte all'anagrafe. Al momento del decesso.

Questo ha conseguenze concrete: certi termini — tra cui la scadenza dei 12 mesi per la dichiarazione di successione — iniziano a decorrere da quel momento, anche se non lo sai, anche se non hai ancora fatto nulla.

Cos'è l'apertura della successione

L'apertura della successione è il momento giuridico in cui il patrimonio del defunto — attivo e passivo — diventa trasmissibile agli eredi. È disciplinata dall'articolo 456 del Codice Civile, che recita: "La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto."

Due elementi sono definiti dalla legge in quella sola frase: il quando (il momento della morte) e il dove (il luogo dell'ultimo domicilio). Entrambi hanno effetti giuridici precisi.

Apertura della successione non significa che gli eredi hanno già qualcosa in tasca. Significa che si apre il periodo in cui gli eredi possono accettare o rinunciare. Il termine tecnico è delazione ereditaria: la legge "offre" formalmente l'eredità agli eredi, che devono poi decidere cosa farne.

In questo senso, l'apertura della successione non è un atto che qualcuno compie — è un fatto giuridico che si verifica automaticamente. Non richiede domande, notifiche, o interventi. Accade e basta.

Dove si apre: il luogo dell'ultima residenza

Il luogo di apertura della successione — tecnicamente il luogo dell'ultimo domicilio del defunto — non è un dettaglio burocratico. Determina:

Quale Tribunale ha giurisdizione: se sorgono controversie tra eredi (impugnazione del testamento, divisione dell'asse, controversie sull'accettazione), il Tribunale competente è quello del luogo di apertura della successione.

Quale Ufficio dell'Agenzia delle Entrate è competente: la dichiarazione di successione si presenta all'Agenzia delle Entrate — Direzione Provinciale — competente per il luogo di apertura. In pratica, l'ufficio della provincia in cui il defunto aveva il domicilio.

Quale legge si applica in caso di elementi transnazionali: se il defunto aveva beni in più Paesi, il Regolamento UE n. 650/2012 (Regolamento Europeo sulle Successioni) stabilisce che la legge applicabile è quella del Paese di ultima residenza abituale del defunto.

Se il defunto non aveva residenza in Italia — per esempio un italiano emigrato all'estero da decenni — la successione si apre dove si trovano i beni italiani.

La delazione: chi riceve l'offerta di eredità

La delazione ereditaria è la "chiamata all'eredità" — il meccanismo con cui la legge identifica chi ha diritto ad accettare. Avviene simultaneamente all'apertura della successione.

Esistono due fonti della delazione:

La legge (successione legittima): se il defunto non ha lasciato testamento, la legge stabilisce chi sono gli eredi e in quali quote. L'ordine è: coniuge (o unito civilmente), figli, genitori e fratelli, altri parenti entro il sesto grado. Le regole sono precise e non modificabili dagli eredi — la legge assegna quote fisse.

Il testamento (successione testamentaria): se esiste un testamento valido, la delazione avviene secondo le disposizioni del testatore, nel rispetto dei limiti della quota di legittima spettante ai legittimari (coniuge, figli, ascendenti).

Le due fonti non si escludono automaticamente: si può avere successione parzialmente testamentaria e parzialmente legittima (es. il testamento dispone solo di alcuni beni, il resto segue la legge).

Chi viene "chiamato" non è ancora erede: è un chiamato all'eredità. Diventa erede solo con l'accettazione.

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Le prime scadenze da conoscere

L'apertura della successione fa partire una serie di termini che non si sospendono per il lutto:

Dichiarazione di successione: va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (cioè dalla data del decesso). La sanzione per ritardo va dal 120% al 240% dell'imposta dovuta. Se non ci sono beni immobili e l'asse ha un valore esiguo, l'imposta potrebbe essere zero, ma la dichiarazione va presentata comunque.

Rinuncia all'eredità: in linea teorica puoi aspettare fino a 10 anni. Ma se sei nel possesso dei beni (es. abiti nella casa del defunto), hai solo 3 mesi per fare l'inventario e un altro mese per deliberare — altrimenti sei considerato erede puro e semplice per effetto della legge.

Accettazione con beneficio d'inventario: se vuoi accettare limitando la tua responsabilità ai beni ereditati, hai 3 mesi dall'apertura della successione per fare l'inventario (o richiedere proroga al giudice), più 40 giorni per deliberare. Il termine decade se compi atti di accettazione tacita nel frattempo.

Voltura catastale: entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione (non dalla data di apertura). Se ci sono immobili nell'asse, questo adempimento segue la dichiarazione.

Comunicazione alle banche: non c'è un termine legale, ma prima comunichi il decesso, prima la banca blocca il conto in modo controllato (piuttosto che scoprirlo per altra via) e prima puoi avviare la procedura di sblocco.

Successione testamentaria vs legittima: quale si apre

La risposta è sempre la stessa: la successione si apre al momento della morte, indipendentemente dal tipo. Ciò che cambia è la fonte della delazione — e dunque chi sono i chiamati.

Se il defunto ha lasciato un testamento olografo (scritto, datato e firmato di proprio pugno), questo deve essere pubblicato da un notaio prima di poter essere eseguito. La pubblicazione non modifica la data di apertura della successione — che rimane il giorno della morte — ma consente agli eredi testamentari di far valere le proprie ragioni.

Se il testamento è valido, i chiamati testamentari hanno la precedenza sui chiamati legittimi, nei limiti della quota disponibile. Ma i legittimari (coniuge, figli, ascendenti) hanno sempre diritto alla loro quota di legittima: se il testamento li lede, possono agire in giudizio con l'azione di riduzione entro 10 anni dall'apertura della successione.

Se esistono dubbi sulla validità del testamento — firma non autentica, mancanza della data, vizi della volontà — la contestazione va fatta entro il termine prescrizionale. Non aspettare: le prove si deteriorano e i testimoni diventano irraggiungibili.

Un ultimo punto che crea confusione: l'apertura della successione non equivale all'inizio delle pratiche burocratiche. Le pratiche iniziano quando gli eredi le avviano. Ma l'orologio dei termini — quei 12 mesi per la dichiarazione, quei 3 mesi per l'inventario — sta girando dall'istante della morte, indipendentemente da quando vi siete mossi.


Sapere quando si apre la successione è il punto di partenza. Sapere cosa fare — e in che ordine — nelle settimane successive è la parte che fa la differenza tra una pratica fluida e mesi di ritardi e sanzioni. La Guida alla Successione Ereditaria in Italia copre ogni fase, dalla notifica della morte alle banche fino alla chiusura della pratica successoria.

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