Tasse di Successione: Codici Tributo, Marche da Bollo e Come Pagare con F24
Tasse di Successione: Codici Tributo, Marche da Bollo e Come Pagare con F24
Hai completato la dichiarazione di successione. Hai raccolto i documenti, compilato il modello 4, fatto l'inventario dei beni. Adesso arriva la parte che molti trovano più oscura: pagare. Quali imposte devi versare? Con quale codice? Dove si compra la marca da bollo e a cosa serve? L'F24 va presentato prima o dopo la dichiarazione?
Queste domande sembrano tecniche, ma sbagliare la procedura di pagamento può portare a sanzioni, ritardi nella chiusura della successione e complicazioni con il catasto o i registri immobiliari. Vale la pena capire come funziona — e soprattutto cosa è cambiato dal 1° gennaio 2025.
Quali imposte si pagano in una successione
La successione ereditaria non comporta un'unica imposta, ma un insieme di tributi che variano a seconda del tipo di beni presenti nell'asse ereditario:
Imposta di successione: è l'imposta principale, calcolata sul valore netto dei beni ereditati. Le aliquote dipendono dal rapporto tra defunto e erede:
- 4% sulla parte che supera €1.000.000 per coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori)
- 6% sulla parte che supera €100.000 per fratelli e sorelle
- 6% sull'intero valore per gli altri parenti fino al quarto grado, e per i parenti in linea retta di terzo grado
- 8% sull'intero valore per tutti gli altri soggetti
Le franchigie si applicano per erede, non sull'intero asse. Se hai due figli che ereditano ciascuno €800.000, nessuno dei due supera la franchigia di €1.000.000 — nessuno paga l'imposta di successione, anche se il patrimonio totale supera il milione.
Imposta ipotecaria: dovuta quando ci sono immobili. Si paga per la trascrizione del trasferimento nei registri immobiliari. L'aliquota ordinaria è 2% del valore catastale, con un minimo di €200.
Imposta catastale: dovuta per la voltura catastale (aggiornamento del catasto con il nuovo proprietario). Aliquota ordinaria 1% del valore catastale, con un minimo di €200.
Prima casa: se l'erede acquisisce un immobile che sarà la sua prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di €200 ciascuna (invece delle aliquote proporzionali). Bisogna però dichiarare esplicitamente nell'atto di accettazione di volersi avvalere di questa agevolazione — non è automatica.
Tributi speciali: possono essere dovuti per specifici servizi catastali o di conservatoria.
La marca da bollo: cos'è e quando serve
La marca da bollo è uno dei documenti più fraintesi nella successione. Non è un'imposta sul patrimonio del defunto — è un tributo fisso che si paga su documenti e atti amministrativi.
Nel contesto della successione, serve concretamente per:
- Ogni copia autenticata del certificato di morte richiesta per uso ufficiale
- Le domande o istanze dirette a uffici pubblici (catasto, conservatoria, banche)
- La stessa dichiarazione di successione (ogni foglio)
- I certificati di residenza e stato di famiglia
L'importo standard è €16 per ogni foglio o documento che richiede il bollo. Le marche da bollo si acquistano:
- Nelle tabaccherie (ricevitorie): hanno le marche fisiche
- Online tramite piattaforme come MarcaFacile o similar: emettono marche digitali con codice a barre, accettate dalla maggior parte delle amministrazioni
- Negli uffici postali
Attenzione: la marca da bollo ha una data di emissione. Usarne una emessa molti anni fa su un documento attuale non è corretto — anche se tecnicamente alcune marche non hanno scadenza, l'Agenzia delle Entrate può contestarne l'uso su documenti datati successivamente.
La grande novità dal 2025: l'autoliquidazione
Fino al 31 dicembre 2024 il sistema funzionava così: gli eredi presentavano la dichiarazione di successione, l'Agenzia delle Entrate calcolava le imposte dovute e poi notificava l'avviso di liquidazione agli eredi, che avevano 60 giorni per pagare. I tempi erano lunghi — spesso si aspettavano mesi o anni.
Dal 1° gennaio 2025, il D.Lgs. 139/2024 ha cambiato questo sistema introducendo l'autoliquidazione. Ora sono gli eredi (o il loro intermediario — CAF, notaio, commercialista) a calcolare le imposte dovute e a pagarle contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, senza aspettare un avviso dall'Agenzia.
Questo ha implicazioni pratiche importanti:
- Serve sapere calcolare: non basta compilare il modello 4 e consegnarlo — bisogna anche calcolare correttamente tutte le imposte dovute.
- Il pagamento è contestuale: l'F24 viene inviato in parallelo alla dichiarazione, non dopo.
- Errori nel calcolo vengono scoperti in fase di controllo dell'Agenzia — e possono portare a sanzioni per insufficiente versamento.
- La procedura è telematica: la dichiarazione si presenta online tramite il servizio "Successioni online" dell'Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID o CIE.
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I codici tributo F24 per la successione
Il pagamento avviene tramite modello F24 telematico, accessibile dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate o tramite intermediari abilitati (banche, poste, CAF, commercialisti).
I principali codici tributo (codici che identificano il tipo di imposta che stai pagando) per le imposte successorie, da inserire nel modello F24:
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| 1530 | Imposta sulle successioni — autoliquidazione |
| 1531 | Interessi sull'imposta di successione |
| 1532 | Sanzioni sull'imposta di successione |
Per l'imposta ipotecaria e catastale sui beni immobili, i codici tributo rientrano in un range diverso (1500-1540) a seconda della tipologia specifica di atto di conservatoria o catasto. Consultare sempre il sito dell'Agenzia delle Entrate o farsi assistere da un professionista per individuare il codice corretto nella propria situazione: usare il codice sbagliato porta il pagamento a essere non imputato correttamente, con potenziali sanzioni.
Come compilare l'F24 per la successione:
- Sezione "Erario"
- Codice tributo: il numero corrispondente
- Anno di riferimento: l'anno di morte del de cuius (non l'anno corrente)
- Importo a debito versato: il valore calcolato
Se non puoi pagare tutto subito: la rateizzazione
Le imposte di successione possono essere rilevanti quando l'eredità comprende immobili di valore, partecipazioni societarie o patrimoni significativi. Se l'ammontare dovuto è difficile da coprire in un'unica soluzione, è possibile in alcuni casi richiedere una rateizzazione.
La rateizzazione non è automatica — richiede una domanda formale all'Agenzia delle Entrate, con motivazione e documentazione della situazione economica. Le rate sono soggette a interessi (calcolati sul tasso legale) e la richiesta può essere accolta o respinta. Per importi molto elevati, è possibile anche offrire garanzie reali o fideiussorie.
Una strategia alternativa, in presenza di immobili, è vendere parte dei beni ereditati prima di pagare le imposte — ma bisogna ricordare che la vendita di un immobile ereditato prima dei 5 anni può generare plusvalenza imponibile ai fini IRPEF (salvo che si tratti dell'abitazione principale posseduta per più di due anni).
Errori comuni da evitare
1. Dimenticare la prima casa: la riduzione delle imposte ipotecarie e catastali a €200 fissi deve essere dichiarata esplicitamente. Se non lo fai nella dichiarazione, paghi le aliquote piene — e recuperare il versamento in eccesso è possibile ma richiede una domanda di rimborso.
2. Valutare male i beni immobili: il valore degli immobili ai fini dell'imposta di successione si determina sulla base della rendita catastale moltiplicata per coefficienti specifici, non sul valore di mercato. Usare il valore di mercato porta quasi sempre a versare più del dovuto.
3. Tralasciare quote di terreni o pertinenze: spesso il defunto possedeva quote di terreni agricoli, garage, cantine o pertinenze registrate separatamente. Se non compaiono nella dichiarazione di successione, emergono nei controlli catastali e generano sanzioni.
4. Sbagliare il codice tributo: come detto, inserire un codice errato nell'F24 fa sì che il pagamento non venga abbinato correttamente all'imposta dovuta. Il risultato è un'imposta non pagata — con relative sanzioni — anche se il denaro è uscito dal conto.
5. Non conservare le ricevute: le ricevute di pagamento F24, le marche da bollo, le quietanze — conservale tutte. Potranno servire in caso di contestazioni future dall'Agenzia.
Come muoversi se non hai un commercialista
Se la successione è semplice (nessun immobile, un solo erede, patrimonio limitato a conti correnti e liquidità), puoi presentare la dichiarazione in autonomia tramite il portale "Successioni online" dell'Agenzia delle Entrate. Il sistema è guidato e calcola in automatico alcune imposte.
Per successioni più complesse — immobili, più eredi, beni in più regioni, polizze, quote societarie — l'assistenza di un CAF o di un commercialista è fortemente raccomandata. Il costo del servizio è spesso ampiamente giustificato dall'evitare sanzioni per calcoli errati o codici tributo sbagliati.
La Guida alla Successione Ereditaria in Italia include una sezione dettagliata sul calcolo delle imposte di successione con esempi pratici, le tabelle delle aliquote e delle franchigie, e una checklist dei documenti da raccogliere prima della presentazione telematica.
Gestire una successione è già emotivamente impegnativo. Avere chiari i passaggi fiscali — cosa si paga, con quale codice, entro quando — può fare la differenza tra chiudere la pratica in pochi mesi o trovarsi con avvisi dell'Agenzia e sanzioni che si sommano a un momento già difficile.
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