$0 Italy — Funeral Planning Checklist

Pensione di reversibilità: requisiti, importi e come richiederla

Pensione di reversibilità: requisiti, importi e come richiederla

La pensione di reversibilità arriva quando meno te lo aspetti, in un momento già di per sé devastante. Nei giorni immediatamente successivi alla perdita del coniuge o del genitore, ti ritrovi a dover capire se hai diritto a un assegno previdenziale, quanto sarà, e soprattutto come ottenerlo senza perdere mesi tra sportelli e modulistica. Questa guida risponde alle domande concrete che circolano in quel periodo.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

L'INPS distingue due situazioni: se il defunto era ancora lavoratore attivo al momento della morte, si parla di pensione indiretta; se era già pensionato, si chiama propriamente pensione di reversibilità. Le regole sui beneficiari sono le stesse in entrambi i casi.

I beneficiari riconosciuti dalla legge sono:

  • Il coniuge superstite, indipendentemente dall'età e dalla situazione reddituale. Non è necessario essere a carico del defunto.
  • I figli che al momento del decesso sono minorenni, oppure maggiorenni studenti universitari fino a 26 anni se a carico, oppure inabili al lavoro di qualsiasi età.
  • I genitori del defunto, ma solo in assenza di coniuge e figli aventi diritto.
  • I fratelli e sorelle inabili, solo in mancanza di tutti gli altri soggetti precedenti.

Gli uniti civilmente (ai sensi della Legge 76/2016) hanno esattamente gli stessi diritti del coniuge eterosessuale: nessuna distinzione nei confronti dell'INPS.

I conviventi di fatto — anche quelli con convivenza registrata all'anagrafe da decenni — sono invece completamente esclusi dalla pensione di reversibilità. L'INPS non riconosce automaticamente alcun diritto previdenziale a chi non ha formalizzato il rapporto in matrimonio o unione civile. Questo è uno degli errori più dolorosi e costosi in cui incorrono le coppie che non hanno mai regolarizzato la propria situazione.

Quanto spetta: le percentuali INPS

L'importo della reversibilità è calcolato come percentuale della pensione che percepiva (o avrebbe percepito) il defunto:

Beneficiari Percentuale
Solo coniuge 60%
Coniuge + 1 figlio 80%
Coniuge + 2 o più figli 100%
Solo 1 figlio (senza coniuge) 70%
2 figli (senza coniuge) 80%
3 o più figli (senza coniuge) 100%
Solo genitori 15% ciascuno

Queste percentuali si applicano al lordo, ma l'assegno finale è soggetto a riduzione progressiva in base al reddito personale del beneficiario. Se il coniuge superstite ha redditi propri superiori a tre volte il trattamento minimo INPS annuo, la percentuale del 60% si riduce: scende al 45% se il reddito supera quattro volte il minimo, e al 30% oltre cinque volte il minimo. Questi tagli si applicano solo alla quota del coniuge, non a quella dei figli.

L'ex coniuge divorziato: ha ancora diritto?

Sì, ma a condizioni precise e cumulative. Il coniuge divorziato mantiene il diritto a una quota della reversibilità dell'ex solo se:

  1. È titolare di un assegno divorzile riconosciuto dal Tribunale e percepito in modo continuativo.
  2. Non si è risposato.
  3. L'iscrizione previdenziale del defunto all'INPS risale a un periodo antecedente alla sentenza di divorzio.

Quando coesistono coniuge attuale ed ex coniuge, l'INPS non distribuisce d'ufficio le quote. La competenza a ripartire spetta al Tribunale Civile, su ricorso degli interessati. Storicamente i giudici dividevano la reversibilità in proporzione alla durata legale dei matrimoni. Un'evoluzione recente della Corte di Cassazione (Ordinanze 23851/2025 e 23853/2025) ha cambiato questo criterio: ora i giudici devono valutare anche la durata e l'intensità delle convivenze prematrimoniali, elevando la convivenza precedente al matrimonio a elemento rilevante nella ripartizione.

Se ti trovi in questa situazione, non aspettarti che l'INPS si coordini automaticamente con l'ex coniuge: dovrai avviare un procedimento legale specifico.

Download gratuito

Ottieni Italy — Funeral Planning Checklist

Tutto questo articolo in una checklist stampabile — più piani d'azione e guide di riferimento da usare subito.

Come richiedere la pensione di reversibilità

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica attraverso uno di questi canali:

  • Portale MyINPS: con SPID o CIE personale, nella sezione dedicata alle prestazioni ai superstiti.
  • Patronato: il servizio gratuito più utilizzato per chi non ha dimestichezza con i sistemi digitali. CAF, CGIL, CISL, UIL, ACLI e altri patronati offrono questo supporto senza alcuna commissione.
  • Contact center INPS: numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

Non esiste ancora uno sportello fisico dell'INPS che accetti domande cartacee ordinarie.

I documenti da preparare prima di presentare la domanda:

  • Certificato di morte (richiedilo al Comune — è gratuito).
  • Codice fiscale del defunto e del richiedente.
  • Numero di pensione o di posizione assicurativa del defunto (trovi questa informazione sulle buste paga o sul cassetto previdenziale INPS del defunto — accessibile dai parenti prossimi).
  • Eventuale sentenza di divorzio e documentazione sull'assegno divorzile, per i casi con ex coniuge.
  • Per i figli universitari: certificato di iscrizione all'università e documentazione sul reddito familiare.

Il termine per presentare la domanda non è fisso, ma il ritardo costa: la reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso solo se la domanda è presentata entro un anno dalla morte. Dopo un anno, l'arretrato viene erogato solo per i 12 mesi precedenti alla data di domanda. Aspettare non conviene.

I ratei maturati e non riscossi

C'è un aspetto spesso ignorato: le quote di pensione che il defunto aveva già maturato nei giorni e nei mesi prima del decesso, ma non aveva ancora incassato al momento della morte, entrano nell'asse ereditario. Se il coniuge superstite diventa titolare della reversibilità, l'INPS le liquida automaticamente con un conguaglio. In assenza di coniuge, o se il defunto non generava diritto a reversibilità, gli eredi devono presentare domanda telematica separata all'INPS per riscuotere questi ratei. Il diritto si prescrive in cinque anni dalla data del decesso: non aspettare che scada.


Se stai navigando tutta la burocrazia successoria insieme alla richiesta di reversibilità, la Guida ai Funerali e alla Normativa Funeraria raccoglie in un unico documento operativo tutte le scadenze, i moduli e i passaggi necessari — dall'accertamento del decesso alla dichiarazione di successione.

Domande frequenti

Il convivente di fatto può contestare l'esclusione dalla reversibilità? Alcuni ricorsi costituzionali sono stati tentati nel corso degli anni, ma la giurisprudenza dominante esclude il convivente di fatto dalla reversibilità ordinaria. La strada più efficace resta quella di formalizzare la convivenza in unione civile prima del decesso.

Se il coniuge superstite si risposa, perde la reversibilità? Sì. Il matrimonio fa decadere il diritto alla reversibilità INPS, ma il coniuge riceve un'indennità una tantum pari a due annualità del trattamento percepito.

La reversibilità è tassata? Sì, come le pensioni ordinarie, è soggetta a IRPEF. L'importo netto in busta varia in funzione del reddito complessivo del beneficiario.

Quanto tempo ci vuole per ricevere i primi pagamenti? I tempi INPS variano, ma in media la prima erogazione avviene tra 2 e 4 mesi dalla presentazione della domanda completa. Gli arretrati vengono poi corrisposti con le mensilità successive.

Ottieni gratis: Italy — Funeral Planning Checklist

Scarica Italy — Funeral Planning Checklist — una guida stampabile con checklist, modelli e piani d'azione da usare subito.

Scopri di più →